Un’altra eccellenza italiana rischia di sparire

I-ADJM

Può una società che è vista come una delle migliori nel suo settore rischiare di chiudere i battenti da un giorno all’altro? Sì, può.

Le preoccupazioni degli equipaggi di Air Dolomiti, un’eccellenza nello sgangherato panorama aeronautico italiano, lo testimonia.

La compagnia è stata acquistata qualche anno fa dalla Lufthansa che le ha voluto dare una missione ben delineata, quella cioè di essere un vettore che principalmente alimentasse i suoi hub di Monaco e Francoforte. Con una flotta composta principalmente da ATR 42 e 72 (più 5 BAe 146 presto però dismessi) la compagnia veronese  ha per oltre un decennio portato a termine il suo compito in maniera più che egregia fino a quando la compagnia tedesca ha deciso di rivedere le sue mosse sul mercato italiano e anche a causa della crisi economica, ha deciso di ristrutturare le sue controllate regionali.

Quest’ultima decisione in particolare ha fatto calare la scure su tutti i turboelica in servizio nelle compagnie della galassia Lufthansa. Per Air Dolomiti ha voluto dire salutare per sempre i suoi ATR e vedere in cambio arrivare i nuovi Embraer 195 cambio solo apparentemente positivo, visto che al termine dell’intera operazione però Air Dolomiti si troverà con la flotta dimezzata.

I primi effetti di questa nuova impostazione si sono visti a dicembre quando gli equipaggi della linea ATR sono stati messi in cassa integrazione (116 lavoratori).

Purtroppo le voci sul futuro di Air Dolomiti si fanno sempre più cupe perché sembrerebbe addirittura che Lufthansa voglia accentrare tutte le operazioni, sostanzialmente mettendo fine all’esperienza della compagnia italiana.

Il lavoro di federaggio sugli hub tedeschi lascia la maggior parte dei guadagni a mamma Lufthansa ( che li trae dai voli di prosecuzione a lungo raggio dei passeggeri) mentre lascia le casse della compagnia italiana sempre più in rosso (rosso che dovrebbe esssere compensato da apporti da parte della casa madre visto i profitti che gliene derivano da questo “lavoro sporco”)

La triste vicenda in questione è un esempio esemplificativo di tutte quelle realtà italiane, spesso vere e proprie eccellenze, che vengono acquistate da gruppi stranieri quasi sempre per il marchio e poi vengono pian paino lasciate morire (il settore alimentare è pieno, purtroppo, di questi casi).

La speranza in generale è che questo serva da monito e si cerchi di preservare il più possibile il made in italy, in tutti i settori, anche in quello aeronautico, partendo, magari,  proprio da Air Dolomiti.

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