Tragedia greca (1)

SX-BIU

La Grecia è probabilmente il Paese più colpito dalla crisi economica e su di essa si è scritto di tutto. L’aspetto che però non è mai stato affrontato è quello relativo allo stato di salute della sua aviazione civile. Oggi vorrei provare, per quanto possibile, cercare di dare un quadro generale di questo aspetto.

In Grecia vi sono numerose compagnie aeree, ma quelle che effettuano voli di linea regolari sono 4: Aegean Airlines, Olympic Air, Astra Airlines e Skyexpress. Le ultime due, di dimensioni piccolissime, effettuano sostanzialmente solo voli interni, mentre le prime offrono voli anche verso l’estero.

La compagnia ellenica più importante è Aegean Airlines, membro di Star Alliance fin dal 2010 e che dispone di una flotta di una trentina di velivoli della famiglia A320 (compresi i più piccoli A319 e i più capienti A321). La compagnia offre un servizio di buona qualità, tanto da aver vinto negli ultimi anni numerosi riconoscimenti come miglior compagnia regionale europea. Negli ultimi anni ha visto sia il proprio network che la propria flotta aumentare diventando di gran lunga la più importante compagnia greca.

Seconda compagnia in ordine di importanza è Olympic Air, risorta sulle generi della gloriosa Olympic Airways (un po’ come Alitalia in Italia) è dotata di una flotta composta da una ventina tra turboelica Dash Q400 e Q300 e da una manciata di A319/A320 (4 per la precisione). Con un network sostanzialmente interno salvo alcuni collegamenti con Paesi confinanti, la compagnia attuale non ha più niente a che vedere con quella di cui ha preso il posto. E’ nata come una promettente linea aerea, snella, con aerei recenti ma che si è dovuta scontrare con la recessione economica del proprio Paese (e con la relativa contrazione dei passeggeri) proprio nella sua fase di start-up.

Se ad una prima vista il panorama aeronautico greco non sembra essere così drammatico la realtà è però diversa.

Olympic Air è in crisi ma Aegean non se la passa molto meglio. Il forte calo di passeggeri interni ha causato ovviamente pesanti contraccolpi sui conti delle due compagnie, a tal punto che la prima rischia di scomparire e la seconda di essere fortemente ridimensionata (anche se, a onor del vero, ha pubblicato un rapporto economico sui primi 6 mesi del 2013 molto positivo).

A contribuire alla crisi delle due compagnie non è stata solo la pesante recessione interna, ma anche lo sbarco in Grecia di easyJet e Ryanair (quest’ultima ha anche aperto due basi nel Paese) che ovviamente hanno ulteriormente drenato clienti alle compagnie tradizionali.

La strategia che in Grecia ci si era prefissati per far vivere entrambe le compagnie appariva quindi scontata. Per non scomparire le due compagnie elleniche avrebbero dovuto fondersi per creare una sola compagnia grande a sufficienza per reggere la competizione. La fusione in realtà sarebbe stata un acquisto di Olympic Air da parte di Aegean. La nuova compagnia avrebbe probabilmente preso il nome della prima per richiamarsi ai bei tempi della Olympic originaria fondata da Aristotele Onassis.

Ho però usato il condizionale perché l’intera operazione è stata bloccata dalla Commissione europea in quanto la fusione delle due compagnie avrebbe creato di fatto un monopolio a detrimento della concorrenza. Le due compagnie hanno risposto sottolineando come le tratte verso l’estero siano in regime di concorrenza sia perché le operano anche i vettori stranieri sia perché le compagnie low-cost movimentano un grandissimo numero di passeggeri rendendo di fatto impossibile parlare di monopolio. Sulle tratte interne invece il discorso era più delicato perché in effetti non vi erano compagnie che potessero realmente fare concorrenza, in particolar modo sulla tratta Atene – Salonicco, la più importante per il Paese.

(continua qui: http://coseconleali.medalp.eu/tragedia-greca-2/)

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