Svegliarsi all’alba un sabato mattina…

Fin dall’inizio della stagione dei charter della neve a Torino mi sarebbe piaciuto immortalare uno degli aerei russi che scendono nel nostro aeroporto.

Visto però che i primi giorni dell’anno, quando il loro traffico è più numeroso, ero in montagna a sciare mi sono perso molte “prede”. Molte ma non tutte, in particolare volevo immortalare il Boeing 737-800 della compagnia moscovita NordStar che, a mio giudizio, ha una delle livree più belle che si sono potute ammirare quest’anno all’aeroporto torinese.

Fissato l’obiettivo bisognava dunque prepararsi per la caccia.

Il volo NordStar atterra a Caselle il sabato mattina alle 8:45 ed essendo il primo volo della giornata che il velivolo opera dovrebbe essere puntuale (dovrebbe perché in realtà in più di un caso non lo è stato).

I sabati a disposizione non sono molti, limitandosi a quelli in cui non trascorro il weekend a sciare in montagna. Visto che tra l’altro spesso questi coincidono con il tempo brutto (che appunto non mi invoglia d andarmene tra i monti) ecco che le occasioni si riducono ancora di più.

Lo scorso sabato però le cose sembrano essere propizie. Dopo qualche giorno i pioggia il meteo sembra essere buono, o quantomeno non pessimo, anche se aleggia il pericolo nebbia.

Il venerdì sera guardo per l’ultima volta le previsioni. Per sabato mattina le previsioni meteo aeronautiche di Caselle danno visibilità discreta, il meteo “tradizionale” visto su internet dà invece nebbia. Vedremo chi ha azzeccato.

Nel frattempo cerco sul sito web dell’aeroporto di Mosca Domodedovo news sul volo, ma non riesco a trovarne (è un sito ai limiti della comprensibilità). Vabbé.

Prima di andare a dormire faccio due calcoli: per essere sicuro di non arrivare tardi voglio essere per le 8:15 a Caselle. Da Moncalieri, dove abito, ci vuole circa mezz’ora il sabato mattina, devo quindi partire per le 7:45. Mi do mezz’ora per prepararmi puntando quindi la sveglia alle 7:15, anzi facciamo 7:00 così sto più tranquillo.

Il problema di fondo è che anche solo per vedere che tempo fa e decidere se andare o meno bisogna svegliarsi all’alba.

Ore 06:38:  apro un occhio, la sveglia suonerà solo tra 22 minuti, ma la curiosità di vedere che tempo fa è troppo forte e quindi decido di alzarmi.

Il responso è a dir poco scoraggiante. Ecco infatti che tempo fa…

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Un po’ scoraggiato accendo il telefono e controllo la visibilità a Caselle. Mi torna il sorriso, la visibilità viene data maggiore di  10km.

Ore 7:01: mentre metto su il caffè controllo il sito dell’aeroporto: il volo è in orario. Guardo quindi su Flightradar24 dov’è la nostra preda e risulta essere qui, da qualche parte sopra la Polonia.

pfr24

Nel frattempo la nebbia si sta alzando, ma all’orizzonte sbucano delle nuvole che non promettono niente di buono…

Ore 7:33: parto e dopo mezz’ora esatta arrivo presso il cimitero di caselle, punto privilegiato per chi vuole fotografare gli aerei in atterraggio al mattino.

Visti i precedenti giorni di pioggia mi sono portato un paio di stivali di gomma che mi metto ai piedi prima di affrontare il campo che più che un campo sembra una palude tipo Vietnam.

Nel frattempo le nuvole di cui sopra hanno coperto quasi completamente il cielo. La luce fa schifo, fa abbastanza freddo e il morale è abbastanza basso.

Ore 8:15: arriva il volo AirOne da Catania, lo uso come cavia per impostare la macchina fotografica e cercare di tirar fuori quel che si può. Delusione totale. La foto è orribile, l’aereo è buio, il rumore nella fotografia è alto e fondamentalmente è un’immagine da buttare. Se il tempo sarà così all’arrivo del russo sarà stato tutto inutile.

Ore 8:30: il russo è su Casale in discesa. Il tempo continua a fare schifo. Ogni tanto però un pallidissimo sole fa capolino dietro qualche nuvola più sottile lasciando intravedere la mia ombra proiettata sul terreno.

Ore 08:45: il 737 si allinea con l’ILS di Caselle. Accende le luci di atterraggio e lo vedo in lontananza. Il tempo pare essersi richiuso.

Ore 8:50: vedo con chiarezza l’aereo, accendo la macchina fotografica e guardo attraverso l’obiettivo, sì è lui. Peccato che la luce sia ancora pessima.

Ormai mancano una manciata di secondi all’incontro. Controllo per l’ultima volta i parametri e mi appresto a scattare una foto di “testimonianza” visto che la qualità non potrà che essere bassa. Impre4co tra me e me quando improvvisamente avviene l’inaspettato: un nuvola particolarmente gentile si lascia scivolare a lato del sole che, seppur velato, fa capolino. L’aereo è sorvola ora la superstrada per Caselle. Mancano circa 2 secondi allo scatto e la luce fa la sua comparsa! Aggiusto i parametri della macchina fotografica e.. clic! Clic! Clic!

3 scatti ravvicinati. L’aereo mi sfila davanti e va a toccare con le ruote l’asfalto della pista. In quel preciso momento la nuvola gentile ritorna al suo posto facendo ripiombare l’intera scena in una luce livida.

Evidentemente lassù qualcuno è dotato di senso dell’umorismo.

Riguardo la foto. Non c’è il sole di una giornata splendente, ma il risultato è buono.

VQ-BDO Il raggio di sole che ha illuminato l’aereo lo fa risaltare sullo sfondo più grigio e sono soddisfatto e di ottimo umore. Ecco cosa può muovere una persona sana di mente a svegliarsi alle 6:30 di un sabato e piazzarsi in un campo freddo e umido vicino ad un aeroporto.

P.S. ho poi fatto altre foto. La luce era mediocre ma pazienza. Chi volesse dare uno sguardo sono visibili QUI. .

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