Roll-out per il primo A320neo

Ieri Airbus ha presentato il primo esemplare dell’Airbus A320neo. Grazie ai suoi Pratt & Whitney PW1100G-JM e numerosi accorgimenti aerodinamici (sharklets ma non solo) promette di consumare il 15% in meno di qualsiasi competitor (leggasi Boeing 737).

Quella del 320neo è una vicenda emblematica. Dopo il lancio del programma A380 e di quello A350, appariva evidente che la casa di Tolosa avrebbe dovuto metter mano anche al suo cavallo di battaglia, cioè l’A320  e fratelli (A319 e 321).

Quello che ci si aspettava era un nuovo modello, sulla scia del fantomatico Boeing 797 che avrebbe dovuto prendere il posto del 737.

Per progettare un aereo nuovo però occorre tempo e soldi e a Tolosa da una parte volevano dare la precedenza al progetto A350 e dall’altra volevano battere sul tempo i concorrenti di Seattle. Ecco dunque l’uovo di Colombo: oggi abbiamo un aereo che vendiamo come il pane, l’A320 appunto, perché rischiare di perdere soldi e tempo nella creazione di un aereo completamente nuovo? Perfezioniamo l’A320, rimotorizziamolo e sicuramente sarà un successo.

Anche se originariamente qualche dubbio c’era (si trattava in fin dei conti di una minestra riscaldata che come avrebbe potuto competere con il nuovo 797?) si diede l’ok al programma. L’aiuto insperato venne poi dal 787 che con i suoi ritardi e i suoi problemi mise in soffitta a Seattle, almeno per un pò, l’idea di lanciarsi in un nuovo modello dovendo avere a che fare con i problemi di quello che si era appena lanciato.

Ebbene ad oggi l’A320neo, che non solo non ha compiuto neanche il primo volo ma neppure le prove statiche, ha già un portafoglio ordini di oltre 2.600 esemplari (A319-320 e 321). Boeing che ha pensato bene di imitare la concorrente lanciando sul mercato un suo 737neo, che ha chiamato 737Max ha raccolto “solo” poco più di 2.000 ordini.

Giusto a titolo informativo ricordo che il primo A320 spiccò il volo nel 1987 mentre il primo 737 addirittura nel 1967. Questo suol dire che i “nuovi” modelli hanno le loro basi su progetti vecchi di quasi trent’anni l’uno e quasi 50 l’altro.  Ovviamente però ad accomunare i prossimi “neo” ai loro predecessori c’è solo l’apparenza esterna mentre tutto il resto è cambiato. Piaccia o meno questa linea “vintage” sarà bene che ci abituiamo: visto il successo che i due modelli stanno riscontrando prima che uno dei 2 costruttori si lanci in un progetto totalmente nuovo ne passerà acqua sotto i ponti…

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