Operazioni aeree contro l’ISIS

L’atroce supplizio del pilota giordano catturato a dicembre e il ritorno ad una partecipazione attiva alle operazioni degli Emirati Arabi Uniti hanno riportato l’attenzione sulle operazioni aeree della coalizione anti ISIS. La coalizione non è l’unica ad effettuare raid aerei contro lo Stato islamico (vi sono attacchi dal cielo anche di Siria e Iran) ma è l’unica della quale abbiamo dati certi.

Ecco vi partecipa e come:

USA

Un F-15E Strike Eagle in volo
Un F-15E Strike Eagle in volo

Gli Stati Uniti sono il Paese che più è coinvolto  avendo condotto l’USAF da sola il 60% dei raid. Sul totale dei 16.000 attacchi (a fine gennaio) il 41% sono stati condotti da F-16 dell’USAF, il 37% da F-15E, l’11% da A-10, l’8% da bombardieri B-1 e il 3% da F-22 (per la prima volta impiegato in un’operazione reale). La marina statunitense utilizza nelle operazioni i suoi suoi F-18.


RAAF-Hornet-Iraq-refuel
Un F-18 australiano si rifornisce sui cieli dell’Iraq

AUSTRALIA

L’Australia contribuisce agli attacchi contro l’ISIS con i suoi Boeing F/A-18F Super Hornet che hanno preso parte anche agli attacchi sulle postazioni dello stato islamico intorno Kobane.


REGNO UNITO

Tornado della Royal Air Force in volo sul deserto iracheno
Tornado della Royal Air Force in volo sul deserto iracheno

E’ il secondo Paese in quanto a numero di interventi all’interno della coalizione. Sono a disposziione delle operazioni aeree sei Tornado GR4 che stazionano sulla base cipriota di Akrotiri e un  RC-135 Rivet Joint. Da notare come la Gran Bretagna abbia impiegato anche un sottomarino nucleare che incrocia nel Golfo Persico e i suoi Tomhawk nelle operazioni.


EDM109-ISIL+Cda+Jets+201410
Un CF-18 canadese in rullaggio in una base in Kuwait

CANADA

Il Paese nord americano impiega per gli attacchi al suolo sei CF-18 (versione canadese dell’F-18) basati in Kuwait e un Airbus CC-150 Polaris utilizzato per il rifornimento aereo.


FRANCIA

Due Rafale francesi in volo sul nord dell'Iraq
Due Rafale francesi in volo sul nord dell’Iraq

Dopo il Regno Unito è l’unico Paese europeo a partecipare attivamente ai raid. 7 Dassault Rafale e 6 Mirage 2000D sono le forze attualmente impegnate ma presto cresceranno visto che è diretta nel Golfo Persico la portaerei Charles de Gaulle (ne avevo scritto qui) con a bordo circa 30 aerei che parteciperanno alle missioni, facendo diventare la Francia il secondo Paese, dopo gli USA, per numero di aerei impegnati.


PAESI ARABI

Un F-16 degli Emirati Arabi Uniti in decollo

Partecipano ai raid anche alcuni Paesi arabi:  Bahrain, Giordania, Qatar, Emirati Arabi (rientrati nella coalizione dopo l’uccisione del pilota giordano) e Marocco partecipano ai raid con aliquote di F-16 di diverse versioni, mentre l’Arabia Saudita  utilizza i suoi F-15E Strike Eagle.


Risultati e perdite

Per quanto riguarda le perdite ad oggi queste ammontano a un F-16 giordano (che ha portato alla cattura e all’uccisione del suo pilota), 1 F-16 e 1 F-15 USAF. Tutte e tre le perdite paiono essere state causate da problemi tecnici o avarie.

I risultati dei raid sono difficilissimi da verificare. Ad inizio gennaio (cifre quindi da rivedere al rialzo) risultavano distrutti 58 carri armati 158 Humvees, 303 pickup, 26 veicoli corazzati e 394 altri veicoli. Centinaia le postazioni di artiglieria colpite e centinaia le installazioni distrutte. Diverse migliaia i miliziani uccisi (oltre 6.000).

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*