Lezioni pedagogiche… con le ali

Lezioni pedagogiche… con le ali

Quando si deve insegnare ad un bambino a rispettare le regole se questi non le rispetta viene punito. Non per cattiveria ma perché se no non imparerà mai come comportarsi.

Questa metafora potrebbe essere utilizzata anche per Alitalia. Le richieste che vengono da diversi soggetti indirizzate allo Stato di intervenire (ovvero pompare soldi pubblici) si scontra con il principio di cui sopra.

Ovviamente per l’ex compagnia di bandiera il discorso è più complesso perché ci sono tante persone che vi lavorano e che ora rischiano il posto, cosa che lo Stato non può, giustamente, ignorare.

Il problema è che Alitalia ha un problema. Negli ultimi anni è morta e rinata due volte senza che però l’epilogo fosse mai diverso.
I problemi strutturali che affliggono Alitalia fanno sì che in realtà non vi sia alcuna speranza di salvare il baraccone che è diventato senza che si intervenga pesantemente.
Come preservare il posto di lavoro di migliaia di persone e, contemporaneamente, rendere la compagnia competitiva? A questa risposta non hanno saputo rispondere i “capitani coraggiosi” italiani né i nuovi proprietari emiratini.
Forse però non hanno voluto rispondere sapendo che ogni serio piano industriale avrebbe portato con sé seri investimenti e che tanto, in definitiva, quando le cose si sarebbero messe male, qualcuno si sarebbe intervenuto.
Ora il gioco si è rotto (di nuovo), qualcuno interverrà, dandone uno nuovo, o si lascerà così com’è, spiegando come fare a non romperlo la prossima volta?

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