La scoperta dell’acqua calda

Vi propongo questo articolo apparso su “La Stampa” riportando al fondo qualche mia considerazione.


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“Aereo di Stato, svelato il mistero: l’Airbus “nascosto” da Renzi è un jet senza effetti speciali”

Per la prima volta i giornalisti che seguono palazzo Chigi hanno avuto accesso al nuovo aereo, nell’estate 2015 annunciato da Matteo Renzi e successivamente “nascosto” in un hangar per timore delle polemiche anti-casta. Ma alla prova dei fatti il chiacchieratissimo super-jet non ha nulla di speciale: è un A340, della stessa categoria degli aerei di Stato utilizzati dai principali capi di governo europei.

Nessun effetto speciale o allestimento “personalizzato”  

La storia del jet è a suo modo esemplare. Dimostra quanto importante per Matteo Renzi sia stata (e su altre questioni ancora sia) la sfida-concorrenza con i Cinque Stelle per la conquista di un’opinione pubblica sensibile agli “sprechi” o presunti tali. Al punto che, anziché rivendicare la legittimità della scelta di un jet simile a quello di altri Stati, fino all’arrivo di Gentiloni, si è preferito congelare per più di un anno l’aereo in un hangar. Tutto era iniziato nel luglio del 2015, quando Renzi aveva annunciato ai giornalisti: «Ad ottobre andremo in Sudamerica con un aereo più grande, l’abbiamo già ordinato…». Sensibile agli status symbol, Renzi aveva fatto l’annuncio con un filo d’orgoglio, anche perché il nuovo jet andava a sostituire il vecchio A319 (in servizio dal 1999, governo D’Alema) che sulle tratte più lunghe costringeva a fastidiose pause per rifornimento. Nel giro di qualche settimana si scoprì che l’aereo scelto da palazzo Chigi era l’A340, un grande jet preso in leasing da Etihad. Una capienza di più di 300 passeggeri, una larghezza di 60 metri, con prestazioni al livello degli aerei a disposizione dei principali capi di governo del G20.

La paura della Casta  

Ma in tempi di grande sensibilità per tutto quello che riguarda Casta e spese facili, l’annuncio del premier aveva alimentato retroscena giornalistici e politici, alcuni dei quali dal sapore scandalistico, sulla grandeur di Renzi: tanto era bastato per congelare l’uso del mega-jet. Certo, al blocco avevano contribuito anche problemi legati all’equipaggio e al contratto di leasing, sta di fatto che da allora Renzi ha continuato ad usare il vecchio aereo. Nulla era bastato a far cambiare idea al presidente del Consiglio, neppure un incidente (del quale nulla si è saputo) nel quale era incorso l’anziano A319, al quale si era rotto in volo un finestrino della cabina di pilotaggio. Le ragioni del ricovero forzato in un capannone per la verità non hanno mai avuto una spiegazione ufficiale, ma il risultato di tanta “timidezza” è stata una prolungata immobilizzazione del super-jet con molteplici inconvenienti funzionali ed finanziari, a cominciare dal fatto che nel frattempo il contratto con Etihad continuava a correre. All’inizio del suo mandato, Gentiloni ha deciso di sbloccare l’aereo sfruttandone a pieno gli standard tecnologici e di sicurezza. A quel punto anche il Capo dello Stato ha iniziato ad utilizzarlo, con giornalisti al seguito. Ora è caduto l’ultimo tabù: anche i giornalisti che seguono il presidente del Consiglio sono stati ammessi a bordo. Previo pagamento. Secondo il regolamento a suo tempo voluto dal governo Prodi.

(Fabio Martini)  Licenza Creative Commons


Che si debba scrivere un articolo su questo tema fa comprendere il livello della discussione in ambito aeronautico nel nostro Paese: il 90% delle persone (e mi tengo basso) che ha messo bocca sulla questione del nuovo A340 dell’Aeronautica Militare non si è mai minimamente interessata al tema se non da un punto di vista puramente politico.

Sapevamo tutti che l’A340 ex Etihad non aveva bagni di marmo e rubinetti in oro. Sapevamo tutti che la scelta di adottare un aereo del genere è in linea con la maggior parte dei Paesi del G8/G20 (solo per stare in Europa utilizzano un A340 sia la Francia che la Germania) ma evidentemente scoprire che, in fin dei conti, si tratti di un aereo “normale” ancora stupisce qualcuno.

Era assolutamente necessario dotarsi di un nuovo velivolo di Stato? Probabilmente no. E’ così scandaloso essersene dotati? Assolutamente no.

Si può discutere a lungo sull’opportunità politica di cavalcare o meno determinate notizie (ma qui questo aspetto non mi interessa) ma onestamente non condivido questa paura del mostrare qualunque cosa riguardi l’ambito militare del nostro Paese. Ultimo caso è quello dell’arrivo dei primi esemplari di F-35 passato in sordina per timore di chissà quale polemica.

L’adozione di un nuovo velivolo (con giornalisti e seguito pagante) per il trasporto delle alte cariche dello Stato non credo che vada ad influire (nel bene o nel male) sul bilancio dello Stato. Se ci sono sprechi questi possono essere cercati altrove.

Ovviamente è più comodo (e meno rischioso) indicare come causa di tutti i mali le auto blu (o gli aerei di Stato) senza voler affrontare i problemi strutturali del Paese (magari per il timore di scontentare qualche categoria di possibili elettori). E naturalmente i misteri che erano rinchiusi in I-TALY fomentavano orde di complottisti.
Ora invece si scopre che l’aereo è un comune A340, che i passeggeri non istituzionali pagano anche il biglietto e che forse alla fine l’italia non fallirà per causa sua. Che si possa davvero mettere fine a questa storia? io ci spero ma, sotto sotto, non ci credo.

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