La Charles de Gaulle verso il Golfo Persico

Ieri il presidente francese François Hollande ha tenuto il suo tradizionale discorso alle forze armate di inizio anno sulla portaerei “Charles de Gaulle” (R91). L’unità, che ha lasciato due giorni fa la sua base di Tolone era in navigazione a nord ovest della Sardegna si sta dirigendo verso il canale di Suez, oltrepassato il quale si porterà nel Golfo Persico. Il dispiegamento dell’ammiraglia francese è dovuto al fatto che parteciperà ad alcune esercitazioni nell’oceano indiano anche se è molto probabile che al loro termine i suoi aerei saranno impiegati nei raid contro le postazioni dell’ISIS in Iraq, affiancandosi a quelli della Marina Statunitense.

La portaerei Charles de Gaulle, nonostante tecnici che l’hanno afflitta all’inizio della sua carriera (è entrata in servizio nel 2001) è l’unica portaerei nucleare mai costruita in Europa ed è l’unica vera portaerei (e non portaeromobili) al mondo insieme a quelle americane (anche se è più piccola), visto che le unità omologhe russe e indiane hanno numerose limitazioni dettata dalla loro dimensioni più ridotte e non sono mai state utilizzate in missioni reali non potendo dunque provare davvero il livello della loro operatività.

Per quanto attiene le “cose con le ali”, la portaerei francese dispone di una componente aerea di tutto rispetto, potendo trasportare fino a 38 aeromobili (per dare un’idea il Cavour ne trasporta circa una ventina), tra i quali i Rafale M (versione imbarcata del caccia di punta francese), i Super Etendard nella versione modernizzata e i E-2C da sorveglianza aerea che permettono un controllo e una gestione dello spazio aereo intorno all’unità che al mondo possiedono sono gli Stati Uniti.

Sia i Rafale M che i Super Eterdard hanno capacità di attacco al suolo. Da sottolineare, infine, come l’esercitazione e il possibile impiego della componente aerea contro le postazioni dell’ISIS fossero già pianificate da tempo e non sono quindi legate ai tragici fatti di Charlie Hedbo.

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