Il TAR del Lazio annulla la V libertà ad Emirates

emirates

Quando fu concessa alzò un polverone ed oggi che è stata annullata, siamo sicuri, ne solleverà uno di pari entità. Parliamo della cosiddetta “quinta libertà” concessa ad Emirates per operare il volo Dubai-New York facendo scalo a Malpensa (potendo caricare passeggeri dall’aeroporto lombardo).

La terza sezione del TAR del Lazio ha chiarito che non è possibile concedere questa possibilità ad un vettore extra europeo, chiudendo di fatto la rotta.

Cerchiamo quindi di capire, attraverso al lettura della sentenza N. 05499/2013 REG.RIC. , in cosa consiste la pronuncia del Tribunale Amministrativo. E’ un favore ad Alitalia oppure è fondato su solide basi giuridiche?

Prima di iniziare ad addentrarci nella vicenda  è bene fare un passo indietro:  cos’è la V libertà?

La Convenzione di Chicago del 1944 (ratificata in Italia con d. l. n. 616 del 1948) fissava le famose”cinque libertà dell’Aria”.

La quinta libertà prevede il privilegio imbarcare, sul territorio di uno Stato contraente, passeggeri, posta e merci destinati al territorio di qualsiasi Stato terzo assieme al diritto di sbarcare, sul territorio dello Stato contraente, passeggeri, posta e merci, provenienti dal territorio di qualsiasi Stato terzo.

Visto però che l’Italia non ha mai ratificato l’Accordo sul Trasporto Aereo Internazionale lo scambio di voli relativi al trasporto aereo commerciale di linea (ad esclusione di quelli comunitari) avviene sulla base di accordi bilaterali con gli Stati in cui si effettuano (ex art.784 Cod.Nav.).

Visto però che l’accordo annesso al trattato nel quale si regolava la V libertà e che estende ai servizi aerei regolari internazionali le tre libertà commerciali non è mai entrato in vigore, la disciplina internazionale relativa ai servizi aerei di linea si fonda tuttora sul principio fondamentale sancito dall’art. 6 della Convenzione di Chicago, in base a cui: ‘‘nessun servizio aereo internazionale registrato potrà essere esercitato al di sopra o entro il territorio di uno Stato contraente, se non col permesso speciale od altra autorizzazione di tale Stato, e con l’osservanza delle condizioni poste da tale permesso od autorizzazione’.

In altri termini, per i voli di linea, ove invece le caratteristiche delle libertà non tecniche interferiscono, sul piano commerciale, con il mercato tipico di tali servizi, è necessaria la stipula di specifici accordi bilaterali che stabiliscono la reciproca concessione delle libertà commerciali.

Per quanto riguarda i voli verso gli Stati Uniti nella riunione del Consiglio Europeo del 25/Apr/2007,è stato approvato, in via provvisoria, con decorrenza 30 marzo 2008, l’Accordo sul trasporto aereo tra la UE e gli USA (il c.d. “Open Skies”).  Questo accordo prevede la liberalizzazione delle rotte transatlantiche da parte di tutte le compagnie USA e UE per collegare qualsiasi città degli Stati uniti con qualsiasi città dell’Unione Europea e viceversa , senza alcun tipo di restrizione.  In sostanza altro non è che l’applicazione tra i due Continenti di quanto previsto dalla V libertà.

Anche i rapporti tra Italia ed Emirati Arabi riguardano, tra l’altro, la disciplina dei diritti di quinta libertà nel rispetto della reciprocità, ma per le compagnie emiratine sono stati circoscritti all’Europa e al Nord Africa.

Quando fu concesso ad Emirates di operare il volo per New York seppur in via provvisoria, ci si pose, secondo il TAR, “al di fuori del tradizionale iter sopra indicato della contrattazione quantomeno bilaterale tra Stati che regolamentano le reciproche relazioni inerenti il traffico aereo”. L’Enac utilizzò ’art. 19, comma 5 bis, l. 2/2009 norma nazionale nata con il dichiarato scopo di incentivare la stipula di nuovi accordi sul traffico aereo con Paesi extracomunitari al fine di risollevare le sorti economiche dello scalo milanese.

Il punto però è che tale norma dell’ordinamento interno non può essere in contrasto con le normative internazionali e la sua applicazione nel caso in specie lo sarebbe, andando oltre quanto previsto negli accordi tra Italia ed Emirati Arabi Uniti e anche quanto previsto nella V libertà verso gli USA, “non essendo ammissibile l’assegnazione provvisoria di diritti di quinta libertà in assenza di avvio di una contrattazione tra gli Stati interessati in merito alle rotte aeree da autorizzare; per altro verso occorre considerare che proprio la mancanza di un approccio bilaterale in merito ai punti oltre negli Stati Uniti costituisce una evidente elusione, altresì, della disciplina comunitaria che, come sopra ricordato, prevede precisi obblighi di prenotifica alla commissione UE da parte dei Paesi membri circa l’avvio di procedure di negoziazione con Paesi terzi per la stipula di nuovi accordi o la modifica di quelli già vigenti in materia di servizi aerei.”

 Per di più, conclude la sentenza “occorre pure evidenziare che le stesse Amministrazioni resistenti hanno risposto in senso negativo alle analoghe richieste di altro vettore extracomunitario (Etihad Airlines), attesa l’inopportunità di concedere in via extrabilaterale autorizzazione al code-sharing sul Nord America stante la situazione di crisi del settore, il che si pone in evidente contraddizione con quanto invece si afferma a proposito della concessione a favore di Emirates.”

La sentenza appare chiara e motivata. L’aver concesso ad Emirates l’apertura della rotta è stato un azzardo, sia perché va contro una normativa internazionale piuttosto chiara, sia perché ad altre compagnie non è stata concessa la stessa autorizzazione.

E’ pur vero che vi sono altri voli all’interno della UE (Singapore Airlines per esempio che collega Francoforte a New York) che vengono operati con modalità simili ma bisogna sapere se vi sono eventuali accordi bilaterali tra i due Paesi e cosa dicono.

Per quanto riguarda l’Italia non paiono, al momento, possibili eccezioni. Presumibilmente la vicenda però non termina qui e ci aspettiamo il ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*