Dreamliner: a che punto siamo?

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Scrivo due righe tanto per fare il punto della situazione sul 787. Non è che me ne sia dimenticato ma l’intera vicenda naviga abbastanza nell’incertezza. Si sa che il problema sono le batterie, ma non è ben chiaro cosa abbiamo provocato l’incendio. Il presidente dell’ presidente dell’agenzia americana di sicurezza dei trasporti (NTSB) dichiara: “Stiamo guardando alla procedura di fabbricazione” delle batterie, compresa la ricerca di potenziali “difetti interni” che potrebbero aver causato il corto circuito. Da ciò si capisce abbastanza bene che si stia ancora brancolando nel buio.

Boeing però non sta con le mani in mano e ha chiesto, ed ottenuto di effettuare test in volo per provare il nuovo prototipo di batteria proposto per risolvere i problemi che si sono avuti a bordo di vari 787.

Nel frattempo le consegne del Dreamliner stanno subendo pesanti ritardi e le perdite per le compagnie che avevano già in linea il velivolo e che si vedono costrette a sostituirlo (con un notevole danno d’immagine tra l’altro) cominciano a preoccupare il costruttore americano.

Su uno degli ultimi numero di AviationWeek ho letto che però non tutti si stracciano le vesti per i guai del 787. In particolare i lessor, ovvero coloro i quali affittano gli aerei, si stanno sfregando le anni perché sia le compagnie che avevano in servizio il Dreamliner, sia quelle che prevedeva nodi riceverlo a breve (e che non lo riceveranno) sono dovute correre ai ripari per la prossima stagione estiva, affittando dei sostituti. Questo ha fatto sì che numerosi A330 e 767 che sul mercato cominciavano a risentire degli anni, e che non erano più attraenti per determinate compagnie, siano tornati alla ribalta e li vedremo scorrazzare per i cieli di mezzo mondo trasportando i turisti nella prossima stagione stiva ormai alle porte.

Anche in campo aeronautico quindi si potrebbe adattare l’adagio “mors tua, vita mea

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