CDA Alitalia richiede l’amministrazione straordinaria

La Stampa scrive che “Il consiglio di amministrazione di Alitalia ha dato il via libera all’unanimità alla richiesta di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria per la compagnia aerea, dopo il No dei lavoratori al referendum che avrebbe permesso la ricapitalizzazione. La decisione è stata presa in mattinata dopo la riunione dell’assemblea dei soci, a cui è seguito il cda. La richiesta verrà ora inviata al ministero dello Sviluppo economico che nelle prossime ore nominerà uno o tre commissari che traghetteranno la compagnia nei prossimi mesi.

E’ probabile che il governo opti per una terna di nomi: è quasi certo quello di Luigi Gubitosi, che dovrebbe essere affiancato dal commercialista Enrico Laghi e da un terzo commissario, esperto di diritto. L’azienda depositerà inoltre l’istanza al tribunale di Civitavecchia per accertare lo stato di insolvenza, elemento essenziale per poter accedere alla procedura. Il consiglio di amministrazione intanto ha «preso atto della grave situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, del venir meno del supporto dei soci e dell’impraticabilità, in tempi brevi, di soluzioni alternative». I voli e le operazioni di Alitalia, spiega l’azienda, «non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista». “

Secondo il Sole 24 ore “a Palazzo Chigi si sta ragionando di convocare un consiglio dei ministri già oggi pomeriggio, per dare ossigeno alle disastrate casse della compagnia rapidamente. Il governo, infatti, ha già raggiunto un accordo con Bruxelles sulle procedure di erogazione del prestito ponte che avverrà a condizioni di mercato e per un periodo di tempo limitato (6 mesi) per non essere considerato un aiuto di Stato, e non avere bisogno di un via libera da parte della commissione europea. Con questa procedura è sufficiente, dunque, una informativa del governo a Bruxelles per sbloccare le risorse di cui la compagnia ha disperato bisogno. A breve si esaurirà la cassa e, senza questa iniezione di risorse, saranno a rischio stipendi e pagamenti dei fornitori”.

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