Alitalia: il ritorno della bad company?

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Potremmo essere ad una svolta (anche se l’abbiamo detto più volte ultimamente). L’ultimo ostacolo all’accordo tra Etihad ed Alitalia era la posizione di Intesa San Paolo sulla ristrutturazione del debito sembra però (il condizionale è d’obbligo) che l’ultimo scoglio sia stato superato.

Secondo quanto riporta il messaggero, la soluzione ipotizzata consiste nella creazione di una nuova società posseduta al 51% da Cai e al 49% dagli arabi dove saranno concentrate tutte le attività sane, mentre una parte dei debiti e gli esuberi andranno in una bad company.

Insomma, si ritornerebbe alla soluzione già adottata ai tempi della nascita di CAI. L’accordo non sarà chiuso nelle prossime ore, ma sembra che ora la strada sia in discesa.

Personalmente però mi assale un dubbio. Che fine farà questa (nuova) bad company? Perché sappiamo bene chi si è fatto carico della prima bad company (noi contribuenti) e soprattutto quando si parla di esuberi (e quindi di conseguenti ammortizzatori sociali) una mezza idea di chi si accollerà i costi ce l’ho.

Ovviamente potete dire che penso male. E’ vero. Ma come diceva qualcuno che la sapeva lunga “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…”

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