Alitalia, a che gioco giochiamo?

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Cominciano a trapelare le prime notizie sull’orario invernale (W13) di Alitalia, nel caso specifico quelle relative alle rotte intercontinentali.

Dal 27 ottobre (e per la sola stagione invernale) pare che ritornerà il volo Milano Malpensa- Miami, operato con Airbus A330. Questi gli operativi:

AZ636 MXP1125 – 1645MIA 330 357

AZ637 MIA1845 – 1020+1MXP 330 357

Inoltre sempre la stagione invernale vedrà il ritorno del volo Roma-Fortaleza; inoltre dall’11 Giugno assisteremo al potenziamento, con un quinto volo settimanale del volo per Abu Dhabi.

Questa la cronaca. Da un punto di vista delle riflessioni personali appare strano il ritorno del volo per Miami operato in piena stagione invernale. Non tanto da un punto di vista della destinazione (che può essere molto attraente anche nel periodo invernale) ma quanto da quello dell’utilizzo degli aeromobili Alitalia. Sappiamo bene che sono i voli a lungo raggio che rendono per una compagnia (su quelli a corto e medio la concorrenza delle low-cost costringe a margini di guadagno bassissimi, quasi nulli) e sappiamo che Alitalia non dispone di una flotta di widebody molto numerosa, in tutto 22 aerei (solo per fare un paragone Lufthansa ed Air France ne hanno oltre 100), e che quindi ci si aspetterebbe un loro utilizzo su rotte di tipo “business”, in particolar modo durante la stagione invernale. Invece questi vengono utilizzati su rotte c.d. “leisure” che da un primo sguardo sembrerebbero più da charter, o compagnie specializzate in questo tipo di viaggi, piuttosto che da una major.

Il discorso qui si fa molto lungo (ma cercherò di farla breve) e ci porta ad affrontare la strategia di Alitalia sul lungo raggio che a molti appare quantomeno “variegata” e dai contorni fumosi. Una flotta relativamente esigua presupporrebbe una specializzazione su una determinata area (estremo oriente,  sud america…), facendo anche da catalizzatore per i passeggeri di altre compagnie della propria alleanza. Invece al momento non appare nessuno “specializzazione”: i voli per l’estremo oriente sono ridotti al lumicino (quello per Pechino sembra definitivamente cancellato), quelli verso il Nord America pure (e ora AZ dovrà anche subire la concorrenza di Emirates sulla rotta per New York), i collegamenti verso il sud America non appaiono particolarmente capillari, mentre l’Africa è quasi del tutto assente.

Inoltre, anche se qui andiamo un pò fuori tema, anche sulle destinazioni a medio raggio, Alitalia sembra non avere una chiara strategia. Vista la posizione del proprio Hub, Roma Fiumicino, Alitalia poteva ritagliarsi un ruolo di importante player all’interno del bacino del Mediterraneo e del vicino oriente, ma anche questa opportunità sembra sfumata dopo che Turkish Airlines ha piazzato un maxi ordine per 737 e A320 con lo scopo di rafforzare la sua già vasta flotta di corto medio raggio, facendo diventare il mediterraneo un mare turco. In che modo potrà rispondere Alitalia alle future sfide che le si pongono?

Speriamo che queste incertezze vengano presto meno grazie ad un piano strategico ben chiaro, perché procedere così, quasi a mosca cieca, non fa certo bene alla nostra ex-compagnia di bandiera.

 

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