100 anni fa nasceva la Coppa Schneider

Riporto qui l’incipit di un articolo apparso sul portale dell’Aeronautica Militare che ricorda come siano trascorsi 100 anni dalla nascita della celebre coppa Schneider. Probabilmente chi non è appassionato delle “cose con le ali” non troverà tanto importante l’anniversario (anzi, probabilmente non saprà neanche cosa sia la Coppa Schneider) e allora questa ricorrenza è ancora più adatta per spendere due parole su questa mitica competizione.

Un ricco industriale francese appassionato di aviazione, Jacques Schneider, ebbe l’idea, nel 1912, di organizzare una manifestazione per favorire il progresso tecnologico dell’idrovolante che in quegli anni, complice l’enorme disponibilità di superfici acquee idonee al decollo e all’atterraggio, sembrava essere il futuro della nascente aeronautica. La “Coupe d’Aviation Maritime Jacques Schneider”, meglio nota come “Coppa Schneider”, si svolge per la prima volta nel 1913 diventando, fino al 1931 data dell’ultima edizione, una delle competizioni aeronautiche più famose al mondo.

La regola che fu fissata fin da subito era che se un aeroclub avesse vinto 3 gare in 5 anni avrebbe tenuto la coppa e il pilota vincente avrebbe ricevuto 75.000 franchi. Ogni gara era organizzata dal vincitore di quella precedente ed era supervisionata dalla Federazione Aeronautica Internazionale e dell’aeroclub organizzatore. Ogni club poteva partecipare alla gara con 3 squadre e con altrettanti sostituti.

La gara ha permesso numerosi passi avanti nella nuove tecnologie utilizzate per gli aerei, specialmente per quelle che riguardano il campo dell’aerodinamica e dei motori: i risultati vennero applicati nella costruzione di quelli che poi diverranno gli aerei migliori della seconda guerra mondiale.  Inoltre, al di là degli aspetti tecnici, la gara fu molto importante anche per quanto riguarda la popolarità che ebbe, basti pensare che alcune competizioni richiamarono più di 200.000 spettatori.

L’Italia partecipò più volte e l’Aeronautica Militare (che allora era ancora Regia Aeronautica) creò un vero e proprio reparto con il compito di conquistare, prima di tutto, il primato di velocità, sviluppando idrovolanti che potessero partecipare alla competizione. L’Italia si aggiudicò il trofeo per 3 volte.

Terminata la competizione (alla fine la coppa fu vinta definitivamente dalla Gran Bretagna) continuò però in Italia lo sviluppo e il m.llo Francesco Agello, il 23 ottobre 1934, raggiunge il limite – ancora imbattuto per idrocorsa con motore alternativo – di 709,209 chilometri di media con un Macchi Castoldi MC.72 (che vede qui in basso in foto), spinto da un motore Fiat da 3100 CV. A quel punto però l’orgoglio nazionale sembrò essere appagato e il Reparto, assolto il suo compito, viene praticamente prima smobilitato e poi, nel giro di pochi anni, sciolto.

Il settore dedicato alla Coppa Schneider al Museo Storico di Vigna di Valle

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